Maldive

Cosa trovi, cosa visiti, perché andarci

L’arcipelago delle Maldive è situato a cavallo dell’equatore a circa 700 km a sud-ovest dello Sri Lanka da cui giunsero le genti indiane che per prime popolarono l’arcipelago; il Paese è stato punto di sosta per i mercanti arabi sulla rotta per l’Estremo Oriente, terreno fertile per la diffusione dell’Islam (a partire dal 1153 d. C.), nonché avamposto commerciale di Portogallo, Olanda e soprattutto Gran Bretagna, che per oltre ottant’anni ha esercitato sulle isole il suo predominio coloniale.

Se tracce di questo passato si ritrovano sul territorio del Paese solo grazie alla testimonianza di qualche raro reperto architettonico, i segni della storia sono impressi in modo indelebile nella bandiera dello Stato, che richiama nel rosso dei contorni il sangue versato dal suo popolo durante le rivolte contro i dominatori, nel verde del rettangolo inscritto, l’aspirazione alla pace e alla prosperità, nel giallo della mezzaluna, il segno della fede islamica.

Per salvaguardare il debole ecosistema del territorio e dei suoi fondali (chiamati, non a torto, l’“acquario di Allah”) e proteggere i costumi di vita tradizionali degli abitanti, lo Stato ha avviato dei piani di sviluppo governativi per il turismo imponendo un modello non invasivo. Questi provvedimenti hanno, nel contempo, inciso negativamente sulle potenzialità commerciali e la crescita imprenditoriale del Paese, il cui futuro sembra dunque connesso alla ricerca di una via di compromesso tra aspirazioni contrapposte: da un alto, la modernizzazione crescente, dall’altro, la conservazione di pratiche antiche, vincolate a una rigida interpretazione della tradizione musulmana.

La temperatura è costante tutto l’anno e oscilla tra i 29- 32 °C diurni ed i 25-26 °C notturni. L’anno climatico può essere diviso in due periodi, caratterizzati dalla presenza di due venti monsonici. Il monsone Hulhangu (che spira da sudovest) dura da maggio a novembre e porta con sé clima umido, saltuarie piogge che possono essere piuttosto durature e di forte intensità; in questo periodo il mare può essere agitato e possono soffiare forti venti. Il monsone Iruvai (nord-est) cade tra dicembre e aprile ed il suo arrivo porta un clima più secco, caratterizzato quasi sempre dal bel tempo intervallato da brevi rovesci.

Il periodo migliore per recarsi in queste isole (ma anche il più costoso) va dalla seconda settimana di gennaio alla metà di aprile. I mesi restanti sono variabili. Significa che si possono trovare giornate o periodi di brutto tempo ma anche settimane intere di sole.
Va comunque precisato che negli ultimi anni, a causa del cambiamento del clima a livello mondiale, la distinzione tra monsone umido e secco non è più netta come in passato. Quindi potrebbe capitare di incontrare qualche giornata di pioggia nella stagione secca come, viceversa, trovare bellissime e prolungate giornate di sole in quella umida.

Il valore di un’isola è stabilito in base al numero di palme da cocco esistenti, che è controllato rigorosamente e annualmente dal capo dell’isola.